PITTI UOMO è una fiera globale, dove non vengono presentati solo i migliori brand italiani ma dove l’attenzione e la ricerca sono rivolte a tutto il mondo.

Ti stai chiedendo cos’è Pitti? Innanzitutto, è un luogo di lavoro. Si tratta di un evento di quattro giorni, rivolto al mercato, in cui rivenditori, acquirenti e redattori si riuniscono per visualizzare le prossime collezioni.

La settimana fiorentina della moda maschile questa edizione ha stupito per la quantità di eventi e di ospiti speciali. Inoltre, è stata importante anche per il numero di brand e visitatori raggiunti. La 92esima edizione di Pitti Uomo, infatti, si spinge ben oltre gli stand e i padiglioni della Fortezza da Basso. Ben 245 i nuovi marchi presenti su un totale di 1.231, coinvolgendo l’intera città con sfilate e location d’eccezione.

Se ci fosse stato un tema per questa stagione del Pitti Immagine, sicuramente sarebbe stato ‘i Millennial’. La prestigiosa piattaforma, che nel passato ha ospitato stilisti del calibro di Helmut Lang e Raf Simons, ha invitato quest’anno due rappresentanti della nuova generazione a presentare le loro collezioni sulle passerelle fiorentine: J.W.Anderson e Off White.

Off White - 01 Lo stilista Virgil Abloh

In quanto stilisti, il lavoro di Jonathan Anderson e Virgil Abloh è molto diverso. Anderson si è formato tra le maison d’alta moda, mentre Abloh è nato come stilista di streetwear. Entrambi però condividono l’interesse per l’avanguardia ed eccellenti punti di riferimento per quanto riguarda gli stilisti a cui si sono ispirati durante la loro formazione.

Nell’epoca di Instagram, quando giovani fan di moda vengono trasformati in esperti del settore, questi due marchi raccolgono attorno a sé lo stesso tipo di pubblico. Clienti così giovani da non essere cresciuti con Helmut Lang e Raf Simons, figurarsi Martin Margiela, i cui codici e valori sono ripresi e rielaborati dai cosiddetti Instagram-brand con una frequenza maggiore rispetto agli altri stilisti.

In un’intervista con BoF, Abloh dice:

Sono onorato che Pitti abbia riconosciuto il lavoro che stavo facendo a Parigi e voglia darmi una piattaforma.

Mi sento più artista che stilista, perché mischio varie discipline, non solo la moda. E guardo agli adolescenti disposti a spendere. La mia etichetta è arancione, il colore dei giubbotti dei rifugiati che solcano il mare disperati. Anche in questo modo ci si interessa al mondo e al sociale. No, non voglio parlare di politica, tantomeno quella americana. Anche con una t-shirt si può lanciare un messaggio importante. La mia giacca sartoriale doppiata di nylon trasparente ha uno spacco sulle spalle che la rende unica e giovane perché mi piace arricchire la modalità del vestire.

Questo quanto raccontato Abloh, che proietta le poesie scelte da Jenny Holzen e gli attuali conflitti in Siria e Palestina sulla facciata della Reggia della Moda. Il tutto con Cenerentola eseguita dall’orchestra del Maggio Musicale che si esibisce nel Cortile dell’Ammannati come colonna sonora.

Off White - 04 il muro di poesia della passerella

Lo stesso Abloh, prima della sua sfilata ammette di aver dipinto virtualmente le pareti rinascimentali di Palazzo Pitti con poesie curate da Holzer. È evidente come la sua collezione sia una risposta diretta all’attuale clima politico:

Il mio è una sorta di brand per millennial. Lo accetto e voglio che sia così. Se posto una foto di Jenny Holzer, i ragazzi che mi seguono faranno davvero delle ricerche su di lei. 

Il significato di tutto questo per me va oltre la moda. Significa avere un’opinione e farla sentire. Su una macro-scala si tratta fondamentalmente d’immigrazione. La diaspora dei rifugiati continua, e sono quasi pronti a morire per poter oltrepassare i confini del loro paese. Ci sono migliaia di storie da raccontare.

Servendosi della consistenza plastica dei giubbotti di salvataggio in tessuto tecnico, lo stilista ha modificato i capi di streetwear attraverso cerniere multiple e chiusure a cordoncino, rendendoli così più adattabili. A questi, Abloh nella sua collezione OFF WHITE ha poi affiancato le radici specificatamente artigianali di complesse giacche e pantaloni in jacquard. Questi ricordano tessuti intrecciati a mano e per questo umani e di grande dignità in un mare di plastica.

Questo scenario ha richiamato l’attenzione sulle ingiustizie sociali e sull’oscurità dell’umanità. Forse non è coincidenza che Abloh, figlio di un immigrato ghaniano, volesse affrontare la crisi dei rifugiati in Italia. È il paese in cui OFF WHITE produce i suoi capi e dove si è esibita la sfilata del suo brand. Ma soprattutto il paese è un porto di richiamo per coloro che fuggono dal conflitto su una barca. Quella particolare sfumatura del colore arancione Day-Glo che punteggia l’intero brand comincia a far riflettere. 

Lanciata solo 3 anni fa l’etichetta OFF WHITE piace assai e gli abiti sono tutti prodotti in Italia. 

Coi Millennial un giorno non sei nessuno, poi grazie ai social, il giorno dopo sei un dio.

Voglio solo far riflettere. La mia moda è partita da un quadro di Caravaggio, ora il connubio arte e moda per me è fondamentale per connettersi coi giovani.

OFF WHITE: L’invito 

I circa 600 invitati hanno ricevuto come invito una busta contenente una t-shirt stampata con i dati dell’evento e un estratto della poesia “Untitled 4” di Omid Shams. Il design del packaging e della tee è ordinato e minimale, in tipico stile OFF WHITE. Il colore scelto per la maglietta e i pass è l’arancione Day-Glo, come i giubbotti catarifrangenti che indossano i migranti durante le attraversate nei mari.

Off White - 02 L'invito alla sfilata

OFF WHITE: L’ispirazione 

Quella di quel giovedì sera di Giugno non è stata una semplice dimostrazione di moda fine a sè stessa. Virgil Abloh, infatti, ha voluto oltrepassare il concetto base di fashion show, utilizzando arte e moda come mezzo per esprimere un pensiero politico verso l’umanità. La collezione si basa sul romanzo di Ray Bradbury “Fahrenheit 451”, da cui il nome “Temperature” scelto per l’evento. Da quest’ispirazione lo stilista si è collegato al dramma che vivono gli immigrati costretti a lasciare il proprio paese.

Off White - 03 L'ispirazione e il tema

Il pezzo chiave di OFF WHITE: The Industrial Belt 

Un po ‘simile alla cintura “Rollercoaster” di ALYX Studio, fan di A$AP Rocky, la “Cinghia Industriale” vanta una costruzione in nylon con una fibbia in metallo. La cintura presenta inoltre una lunghezza prolungata di colore arancione in contrasto con un il nome nero del marchio.

Off White - 05 la cintura

OFF WHITE: La collezione

Per la collezione Primavera/Estate 2018, OFF WHITE ha proposto capi di tendenza sartoriale più che streetwear. Virgil ha messo in pratica la sua conoscenza dell’architettura giocando sulle forme dei vestiti, con una cura ai dettagli maniacale. Materiali rigidi e trasparenti cadono in modo rilassato accartocciandosi come teli di PVC, i pantaloni baggy sono stati abbinati a trench oversize, camicie e maglie offrono un’apertura sulla pancia dimostrando l’abilità tessile con un look moderno e sperimentale, badge digitali vengono applicati su blazer e l’industrial belt è applicata in diverse occasioni. Inoltre è stata presentata la prima linea di occhiali, una borsa in stile Frakta di Ikea, dei boot color arancione in collaborazione con Timberland e le sneakers Off Court.

Articolo di Chantal Rupiani [FB] [IG]